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montechiarugolo, parma 10-11-12 giugno Pedalata per bici d’epoca tra polvere e tortelli

Un territorio sulla rotta del grande ciclismo, che ha conosciuto la classe di Petit Breton ed Henri Pélissier, le diavolerie di Gerbi, gli sprint di Girardengo e Belloni, la velocità di Guerra, la forza di Bartali, la grandezza di Coppi e la potenza di Merckx.

Strade dove immense folle hanno incitato i corridori locali diventati campioni nel mondo, come lo stayer Eugenio Bruni trionfatore a Parigi, il pistard Francesco Del Grosso campione italiano, Giulio Rossi, vincitore della Roubaix, l’olimpionico pistard Franco Gandini, i campioni del mondo su strada Gianni Ghidini e Vittorio Adorni e la campionessa italiana Florinda Parenti, oltre a fortissimi gregari tra i quali Luciano Armani e Claudio Torelli.

 

Strade dove per decenni sono sfilate gloriose e vittoriose squadre dal nome Salvarani, Scic e Salamini con i loro grandi campioni.

 

Questo eccezionale patrimonio ha fatto nascere nel 2008 “LA POLVEROSA”, oggi tra le più datate ed affermate pedalate retrò italiane ed europee che richiama ogni anno centinaia di appassionati per la grande mostra scambio del sabato e per la pedalata della domenica.

 

La FILOSOFIA della manifestazione è di rivivere le sensazioni del ciclismo d’altri tempi immersi in un contesto più naturale, lontani dal traffico e dai rumori delle strade principali, riscoprendo percorsi sia su asfalto che su strada bianca ormai dimenticati.

I PERCORSI tra cui scegliere sono tre: 45, 81 e 108 chilometri che ogni anno vengono rinnovati in alcuni tratti. Si snodano soprattutto su strade poderali, alcune sopravvissute all’asfalto, che si addentrano negli angoli più intatti e suggestivi della campagna parmense per raggiungere le prime dolci colline dalle quali si godono ampi panorami sulle valli parmensi. Si transita per antichi borghi, pievi e splendidi castelli, fermandosi ai ristori dove gustare le specialità tipiche locali, quali il prosciutto, il salame, la torta fritta, il parmigiano reggiano, la malvasia e il lambrusco.

Insomma, un’immersione totale in un paesaggio e in un ambiente che hanno saputo mantenere la propria cultura, le proprie tradizioni e il proprio sapore. Se esistesse una guida cicloturistica, come quelle per i ristoranti, per la Polverosa reciterebbe più o meno così : “da non mancare!”

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